UNA GIORNATA DIETRO LO STRISCIONE DI RETE LILLIPUT VERSILIA
Eravamo anche noi a Genova come Rete Lilliput-Versilia per incontrarci con le migliaia di persone delle tantissime associazioni che in tutto il mondo credono che un mondo diverso è possibile.
Nonostante le notizie tristi che nella giornata di venerdì ci giungevano (un giovane manifestante ucciso, violenze e distruzioni per la città), insieme al Genoa Social Forum abbiamo ritenuto importante portare avanti ugualmente la nostra manifestazione pacifica. Questo perché crediamo che il messaggio di pace da noi proposto non debba essere offuscato dai lacrimogeni e dalle violenze. Spinti dal nostro slogan "Globalizzazione sì, ma dei diritti" ci siamo sentiti impegnati a manifestare a Genova per l’annullamento totale del debito dei Paesi poveri, il rispetto dell’ambiente e della salute di tutti, per l’introduzione di una tassazione sulle speculazioni finanziarie (Tobin Tax), contro lo sfruttamento del lavoro minorile, etc.
Siamo partiti in quasi trenta dalla stazione di Viareggio venerdì sera, siamo arrivati a Genova verso le 24 senza problemi e ci siamo subito resi conto di essere in una città deserta, spettrale, quasi si trattasse di un coprifuoco.
Gli amici che abbiamo incontrato ci hanno testimoniato le esperienze vissute nel pomeriggio: in piazza Manin, dove Rete Lilliput, insieme alle associazioni del commercio equo e solidale, Legambiente ed altre aveva allestito banchetti con materiale informativo, sono giunti uno sparuto gruppo di Black Block (anarchici? neofascisti? infiltrati?) seguiti a breve distanza da un imponente schieramento delle forze dell’ordine. I black block (tute nere) in precedenza avevano già devastato indisturbati ampie zone della città, con gravi atti vandalici osservati a debita distanza dalle nostre forse dell’ordine. Il loro obiettivo, oltre ad una distruzione generalizzata, sembrava essere proprio il blocco del lavoro che le tante associazioni stavano portando avanti nelle varie "piazze tematiche", dove si dibattevano vari argomenti. In Piazza Manin i pacifisti sono riusciti a resistere in maniera nonviolenta all’assalto delle tute nere, che si sono disperse nelle stradine laterali, mentre la polizia caricava con inaudita violenza i nostri amici.
La mattina di sabato dopo un’assemblea della Rete Lilliput per valutare i gravi avvenimenti del giorno precedente, in modo unanime è stato deciso di confermare la nostra partecipazione alla manifestazione anti-G8. Purtroppo dopo circa 1 Km dall’inizio della manifestazione le tute nere hanno sfondato il corteo spezzandolo in due tronconi e provocando una guerriglia urbana con le forze dell’ordine. Il nostro gruppo, rimasto nello spezzone di coda, ha atteso a lungo che la situazione si chiarisse ed ha proseguito solo dopo accordi con la polizia che ci concedeva un percorso alternativo per aggirare piazzale Kennedy. Una volta imboccato il viale laterale, però, ci siamo trovati soli davanti allo schieramento poliziesco, che nonostante le nostre mani dipinte di bianco alzate, ci ha caricato con spari di lacrimogeni.
Da questo momento il corteo è stato sistematicamente disperso e vari gruppi, fra cui il nostro, che cercavano solo di sfuggire al fumo acre dei lacrimogeni e di tornare verso i propri pulman e treni, venivano sistematicamente inseguiti e braccati come topi senza via d’uscita, mentre una gran parte dei manifestanti è riuscita a concludere la manifestazione.
La strategia adottata dalle forze dell’ordine e dai black block ha ostacolato il regolare svolgimento della manifestazione, voluta da associazioni eterogenee che nonostante le loro differenze hanno a lungo lavorato assieme su contenuti e sogni comuni; tuttavia la maggioranza dei manifestanti nonviolenti ha portato a termine il corteo. Ci amareggia la constatazione che questi disordini abbiano ridotto una manifestazione così importante per i suoi contenuti in un problema di ordine pubblico. Ringraziamo i pochi genovesi rimasti nella loro città per la cordiale ospitalità che hanno dimostrato nei nostri confronti.
per Rete Lilliput, nodo Versilia
Sabrina Fausto