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Lilliput, quinta assemblea,
considerazioni al margine
Alcune considerazioni sparse,
non seguendo l’ordine delle discussioni, ma facendo emergere gli aspetti
per me più rilevanti, ma soprattutto più utili per il lavoro dei prossimi
mesi.
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Il seme e
la pianta, i rami, le foglie e i
fiori profumati: le mie emozioni nella
V assemblea nazionale della Rete Lilliput (di Daniela Degan)
“Provate
a immaginare una cultura in cui le discussioni non siano viste in termini
di guerra, dove nessuno vinca o perda, dove non ci sia il senso di attaccare
o difendere… Una cultura in cui una discussione è vista come una
danza, i partecipanti come attori, e lo scopo è una rappresentazione
equilibrata ed esteticamente piacevole. In una tale cultura la gente
vedrà le discussioni in modo diverso, le vivrà in modo diverso, le
condurrà in modo diverso e ne parlerà in modo diverso… Forse il
modo più neutro per descrivere questa differenza fra la nostra cultura
e la loro, sarebbe il dire che noi abbiamo una forma di discorso strutturata
in termini di combattimento mentre loro ne hanno una strutturata in
termini di danza”
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NON PAGO LA GUERRA, GUADAGNO LA PACE
materiali per un'azione in piazza sul confronto tra spese militari e spese sociali
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“Non Appello” ai candidati delle prossime elezioni amministrative da parte delle organizzazioni di Roma per un’AltraEconomia
Da alcuni anni, le organizzazioni che lavorano per realizzare una economia alternativa in nome di principi etici e solidali (botteghe del commercio equo e solidale, associazioni e campagne di consumo critico e responsabile, produttori bio, Gruppi d'Acquisto Solidali (GAS), amici di Banca Etica e Mag locale, turismo responsabile, laboratori per il riciclo e l’artigianato, centri di informatica open source e per le energie alternative forme di comunicazione alternativa dal bass,) sono presenti in numero consistente nel territorio romano. Attualmente stanno costituendo con l’appoggio del Comune la Città dell’AltraEconomia e stanno elaborando campagne per il consumo critico a scala anche regionale.
Tutte queste attività stanno diventando sempre più importanti e urgenti di fronte alla rapida crescita dei danni all’ambiente arrecati da questo modello di sviluppo e all’aumento drammatico delle disuguaglianze e le sofferenze nei Sud del Mondo.
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Control Arms: grande successo delle iniziative al Parlamento Europeo
Oltre 1000 persone tra cui 120 Europarlamentari hanno messo la faccia contro le armi nella due giorni della campagna Control Arms a Bruxelles Oltre 1000 persone, tra cui 120 Europarlamentari dei quali 30 appartengono all'Italia, hanno messo la faccia contro le armi, a sostegno della Campagna "Control arms", durante la due giorni di mobilitazione al Parlamento europeo a Bruxelles. "Siamo molto soddisfatti - hanno dichiarato Massimo Paolicelli e Riccardo Troisi della Rete Italiana per il Disarmo - del lavoro svolto a Bruxelles dalla Rete Italiana per il Disarmo, che ha contribuito al successo dell'azione europea promossa da Control arms anche raccogliendo l*adesione di una trentina di membri italiani al Parlamento Europeo, di quasi tutti gli schieramenti. Queste 1000 foto, vanno ad aggiungersi ai 900.000 volti raccolti a livello internazionale, dei quali 30.000 solo in Italia. L'iniziativa è stata voluta dalla Parlamentare europea Luisa Morgantini, Presidente della Commissione sviluppo e dall europarlamentare Raul Romeva, relatore sul controllo delle esportazioni di armi , ambedue facenti parte dell'intergruppo di iniziative per la pace. L'evento ha l'obiettivo di rafforzare il sostegno, espresso dal Parlamento Europeo con la risoluzione del 17 novembre 2005, al Trattato internazionale sul commercio delle armi, che si discuterà a New York alla Conferenza delle Nazioni Unite dal 26 giugno al 7 luglio. Inoltre per chiedere agli Stati membri che ancora non lo hanno fatto di aggiungersi ai 45 paesi che hanno espresso il loro sostegno al Trattato che chiede regole comuni per il commercio delle armi. Infatti ogni anno, in tutto il mondo, circa mezzo milione di esseri umani sono uccisi dalla violenza armata: una persona al minuto. Ci sono oggi circa 639 milioni di armi leggere nel mondo e 8 milioni ne vengono prodotte ogni anno. "L'iniziativa, non termina qui - concludono Paolicelli e Troisi - infatti abbiamo chiesto agli Eurodeputati italiani di coinvolgere anche i loro colleghi che in questa due giorni non hanno potuto aderire, e poi di avviare un rapporto stabile sulla questione delle armi, anche per ottenere che tutti gli Stati membri dell'Unione Europea sostengano il Trattato internazionale" - normativa che si discuterà a fine giugno alle Nazioni Unite a New York e di sostenere la richiesta di rafforzamento del Codice di condotta europeo sul commercio delle armi"in sede di Comissione Europea. |
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