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La Russia ratifica il protocollo di Kyoto!

Ambiente / Ambiente / Cambiamenti climatici
Data: 30 Set 2004 - 05:44 PM
Il governo della Russia ha approvato stamattina il protocollo di Kyoto e ha chiesto al parlamento di ratificarlo.


Il governo ha approvato un progetto di legge per la ratifica del protocollo, che dovra' comunque passare all'esame del parlamento.
I ministeri competenti hanno tre mesi di tempo per preparare le proposte necessarie all'introduzione degli obblighi e dei diritti previsti dal protocollo. Il disegno di legge e' stato presentato dal ministro dell'industria e dell'energia Viktor Khristenko, e appoggiato dal vicepremier Aleksandr Zhukov. Con la ratifica della Russia il Protocollo diventera' finalmente operativo, portando la quota delle emissioni dei paesi che lo hanno ratificato dal 43% al 60% circa.
In Russia non mancano i contrari alla decisione, dovuti alla debolezza delle basi scientifiche del Protocollo (la riduzione delle emissioni annue richiesta e' comunque largamente insufficiente ad avere effetti sensibili sull'aumento della temperatura globale) e sulle possibili forti conseguenze economiche. Le conseguenze economiche del Protocollo di Kyoto per la Russia sono molto diverse da quelle immaginabili per l'Occidente. Mentre per l'Ovest infatti sottostare al protocollo di Kyoto implica un miglioramento dell'efficienza energetica dei sistemi economici ed un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, con possibili ricadute negative sulla competitivita', in Russia dopo il crollo dell'Unione Sovietica e la conseguente crisi economica le emissioni si sono ridotte del 32% rispetto al 1990. Le conseguenze economiche per la Russia sono legate ai rapporti con gli Stati Uniti, contrari al Protocollo e che premevano affinche' la Russia non lo ratificasse, ed a quelli con l'Europa, che preme per la riduzione delle emissioni. Una conseguenza economica positiva per la Russia e' legata al commercio delle emissioni (la Russia potrebbe guadagnare molto denaro vendendo, per cosi' dire, le emissioni non prodotte a paesi che non sono riusciti a rispettare i limiti imposti, come probabilmente accadra' per l'Italia), previsto dal protocollo di Kyoto, come ha affermato il capo del Servizio federale per l'idrometeorologia e l'ambiente Aleksandr Bedritski.
Notizia diffusa da Interfax in mattinata, dati numerici sulle emissioni dall'editoriale di G. Silvestrini su QualEnergia n.4, ottobre-dicembre 2003

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