Impronta Ecologica
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Cos'è la "Impronta Ecologica"

Si tratta di un indicatore che in un certo senso misura "quanta natura consumiamo".

Proviamo a fare un esempio per capire meglio.... 

….immaginiamo di mettere la città di Pavia sotto una cupola di vetro emisferica trasparente, che faccia passare luce ma non permetta il passaggio di cose materiali. Per poter continuare a vivere all’interno della cupola i cittadini hanno bisogno che oltre alla città venga inclusa nella cupola una certa quantità di terreno (zone agricole, foreste, fiumi ecc.) che dia le risorse necessarie e assorba gli scarti prodotti.

La capacità produttiva e di sostenere la vita del territorio che abbiamo incluso nella cupola è la “biocapacità”. Chiamiamo invece impronta ecologica la quantità di terreno necessaria agli abitanti di Pavia per avere le risorse necessarie ed assorbire i rifiuti prodotti. Sotto la nostra cupola, in condizioni di equilibrio stazionario (sostenibilità), la biocapacità è equivalente all’impronta.

Quindi l’Impronta Ecologica di una data popolazione o economia può essere definita come la superficie di territorio (terra e acqua) - indipendentemente da dove tale territorio sia situato - ecologicamente produttivo (delle diverse categorie quali terreni agricoli, pascoli, foreste, ecc.) che è necessaria per: 1)  fornire - a tempo indeterminato - a quella popolazione tutte le risorse di energia e materie prime 2)  assorbire - a tempo indeterminato - gli scarti (solidi, liquidi e gassosi) di quella popolazione.

L'impronta ecologica quindi sarà una misura, convenzionalmente espressa in ettari. Ricordiamo che ogni ettaro è pari a 10mila metri quadrati. E' ovviamente possibile calcolare l'impronta ecologica tanto di una singola persona quanto di una comunità (nel nostro esempio Pavia). 

Per capire meglio

Qui di seguito tre approfondimenti utili per capire meglio che cos'è l'impronta ecologia. Il primo è un articolo di Gianfranco Bologna, già segretario generale del WWF Italia. Il secondo è un file compresso (zip, 68 kb) contenente una presentazione in Power Point ed una spiegazione di approfondimento. Segnaliamo che  che è stato pensato come uno strumento per i gruppi che si occupano di impronta ecologica. Si tratta di una presentazione molto chiara, semplicemente la spiegazione allegata è scritta nella forma di consigli su come impostare una conversazione sulle varie diapositive della presentazione.

Il terzo è un dossier - piuttosto tecnico e preciso - realizzato da Attenzione, rivista di approfondimento del WWF Italia (pdf, 362 kb).

  • L'Impronta ecologica, articolo di Gianfranco Bologna, WWF Italia.   

  • Presentazione impronta ecologica. 

  • Dossier del WWF Italia. 

Inoltre una interessantissima presentazione (sempre in Power Point compressa in .zip) realizzata dal vicepresidente di Eurisko sul tema del benessere al seminario nazionale sull'impronta ecologia organizzato da Rete Lilliput l'anno scorso a Milano.

  • Presentazione "Benessere personale e benessere collettivo. Percezioni e strategie dei cittadini - consumatori".    (145 kb)

Cosa puoi fare tu

Una prima cosa che puoi fare è calcolare la tua impronta ecologica, anche se secondo una formula molto più semplificata di quella utilizzata dagli studiosi che si sono dedicati a questo tema. Scarica il foglio di calcolo di excel qui di seguito, introduci i tuoi consumi e vedrai quale è la tua impronta ecologica. Per avere un termine di confronto: l'impronta ecologica media degli italiani è di 3.8 ettari.

  • Foglio di calcolo dell'impronta ecologica. 

Alcuni consigli utili per ridurre l'impronta ecologica (e allo stesso tempo risparmiare, e il tutto senza praticamente alcun sacrificio) li puoi trovare sul volantino qui di seguito (.rtf zippato, 58 kb)

  • Volantino "E se aiutare l'ambiente.... facesse bene anche al portafogli". 

 

Su internet

In particolar modo ti segnaliamo la pagine del GLT Impronta Ecologica (Gruppo di lavoro tematico) della Rete Lilliput.

Altri siti interessanti sono poi ovviamente quelli delle principali associazioni ambientaliste, ad esempio WWF e Legambiente.