mercoledì, settembre 10, 2003
 

Governo italiano sugli attenti agli ordini del "socialista" Lamy
Tutti i tasselli del deludente Marzano
Il 7 luglio scorso il ministro Marzano aveva dichiarato che se c’è opposizione non è il caso di aggiungere nuove materie per i negoziati sul commercio, vedi i nuovi temi e gli investimenti. Oggi nel discorso ufficiale italiano il ministro ha detto che il lancio dei negoziati sui nuovi temi è una priorità per l’Italia e dell’Unione Europea. Tutti in fila di fronte al generale Lamy. Ma lo sa Marzano che Lamy è formalmente un socialista? Poco importa perché come ha dichiarato il ministro alla platea, come i mosaici colorati di Ravenna, il puzzle del Wto ricomporrà tutti i suoi tasselli. Chi lo sa se questa volta qualche pezzo non necessario, come i nuovi temi e gli investimenti, lo si butterà nel bel mare di Cancun.

postato da wto2003 | 18:45 | commenti
 

Ai negoziati il buongiorno si vedrà dal mattino
Con una particolare attenzione alle green room
Il direttore generale del Wto, Supachai Panitchpakdi, ha confermato che i cinque gruppi di lavoro della conferenza dovranno riportare ogni mattina alle 8,30 all’incontri dei capo-delegazione. Lì si vedrà a che punto siamo. Ma attenti alle “green room”, incontri informali convocati all’ultimo momento ed aperti a pochi paesi, che possono spuntare quando è necessario decidere per tutti gli altri. Fino all’ultimo sarà battaglia e la notte del 14 sarà di sicuro lunga, visto che una prima bozza di dichiarazione finale sarà distribuita in plenaria soltanto il 14 settembre alle 15,00, ora di Cancun.

postato da wto2003 | 18:43 | commenti
 

Giallo Ue nella notte
Nessun paese membro era a conoscenza della dichiarazione finale già confezionata

Dall’incontro del coordinamento comunitario di martedì notte emerge un piccolo giallo. Nessuno dei 15 paesi membri sapeva del nuovo testo di commento alla dichiarazione finale di Cancun prodotto dalla Commissione europea, e di cui le Ong sono entrate in possesso da diversi giorni, anche se confidenziale. Proprio dalle Ong la delegazione svedese l’ha avuto. Quando ha chiesto chiarimenti alla Commissione durante l’incontro, questa ha negato l’esistenza del documento. Ma quando il rappresentante svedese ha tirato fuori il documento l’imbarazzo ha regnato sovrano tra i burocrati di Bruxelles. Si potrebbe consolare la Svezia dicendo che alla fine anche tra la folta delegazione italiana ben pochi sapevano.

postato da wto2003 | 18:39 | commenti
 

Bye bye indicazioni geografiche?
Il governo Berlusconi rischia di fallire il suo unico vero obbiettivo al WTO

Nel documento segreto europeo di commento alla bozza di dichiarazione finale di Cancun non compaiono le indicazioni geografiche, tanto sospirate dagli italiani. Infatti, nonostante il sostegno di alcuni paesi in via di sviluppo, quali l’India, gli Stati Uniti ed il gruppo di Cairns non sono convinti. Non essendo stati informati per tempo, gli italiani non sapevano cosa dire. Quindi Fischler ha corretto dicendo che le indicazioni geografiche rimangono una priorità, ma per correttezza il commissario all’agricoltura dell’Ue ha aggiunto che è difficile portare a casa il risultato. Ma perché come presidenti di turno dell’Ue gli italiani non possono iniziare a dire qualcosa alla Commissione?

postato da wto2003 | 18:37 | commenti
 

Allargare il Wto, fino all’ultimo. Attesa la risposta del Sud
Pascal Lamy ostenta sicurezza

“Non c’è alcun ripensamento (“no back-tracking”), nessuna divisione dei temi (“no unboundling”). I nuovi temi sono l’ago della bilancia per l’accordo (“a delabreaker”).” Così Pascal Lamy, che non molla sulla necessità di allargare i negoziati del Wto ai controversi temi di Singapore (investimenti, concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione al commercio”), nonostante l’isolamento crescente dell’Ue al riguardo. Nel frattempo, tra poche ore dovrebbe essere presentato un documento di 15 paesi in via di sviluppo che riaffermano la loro opposizione all’allargamento del Wto ai nuovi temi, a partire dagli investimenti.

postato da wto2003 | 18:35 | commenti
 

La controversa questione del cotone

I paesi di Africa, Caraibi e Pacifico vogliono assolutamente portare a casa un risultato sul cotone. Ci riusciranno?  

I paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) sono intenzionati ad andare avanti a spada tratta sulla richiesta di trovare un accordo chiaro sulla questione del cotone, una delle loro principali risorse, la cui esportazione è penalizzata dall'attuale sistema commerciale. I paesi ACP godono di uno status commerciale privilegiato con l’Ue, tollerato dalle regole del Wto tramite il sistema delle preferenze regionali. Sembrerebbe che l’Ue reagisca con interesse ed aggressività allo stesso tempo. Lamy sostiene che ha già il mandato del Consiglio europeo per negoziare sul cotone. Mentre si dice disposta a parlarne, purché si consideri anche la questione dell’export tessile europeo verso gli stessi paesi, i negoziatori europei mettono in guardia gli ACP dal flirtare tatticamente con il G21. Pena la revisione degli accordi commerciali con gli ACP.

Nel frattempo sarebbe stato il Ghana ad opporsi all’interno del gruppo dei paesi africani a permettere a Lamy di incontrarsi con il gruppo e discutere.

 

postato da cancun2003 | 18:24 | commenti
 
Interessanti sviluppi prima che si insedi il gruppo di lavoro su agricoltura
Mentre si dovrebbe rivedere la bozza  sull'agricoltura, UE ed USA non vogliono parlare di numeri riguardo alle riduzioni dei sussidi
Da un incontro del gruppo di Cairns dei paesi esportatori agricoli con il presidente di Singapore del gruppo di lavoro della conferenza, emergerebbe che il presidente potrebbe lavorare in serata su un nuovo testo da cui partire sui negoziati. Un testo diverso dall’attuale annesso A nella bozza di chiarazione finale Del Castillo, non approvata da tutti i paesi membri del Wto. Il documento mira all’ambizioso obiettivo di sintetizzare l’annesso A con l'innovativa proposta del G21.
Intanto emerge chiaramente da contatti informali con delegati che Ue e Usa non vogliono discutere di numeri precisi nel testo delle modalità per i negoziati agricoli, ma mirano soltanto ad un accordo quadro per poi definire in seguito a Ginevra nel dettaglio le modalità. Solo gli italiani, forse distratti dal mare di Cancun, continuano a dire che si parlerà di riduzioni numeriche precise. Quali numeri danno?
postato da cancun2003 | 18:17 | commenti
 

Ed è G23!
Anche la Nigeria ed il Ghana intenzionate a far parte del gruppo dei paesi in via di sviluppo
Voci ufficiose parlano dell’entrata di Nigeria e Ghana nel G23. Ancora paesi popolosi che rappresentano il sud che cerca una rivincita contro Usa ed Ue. Nel frattempo le pressioni Europee ed Americane si indirizzano in queste ora su Kenya e Pakistan, affinché non entrino a far parte del G21. Prevenire è meglio che curare. E' in corso poi un permanente incontro informale bilaterale tra Ue e Stati Uniti. Chi lo sa se il rilassato Zoellick riesce a tranquillizzare Lamy o lo rende ancora più aggressivo. Nel frattempo il rappresentante americano Robert Zoellick mira ad incontrare il gruppo dei paesi arabi per dissuaderli dall’unirsi alla fronda del sud.

postato da wto2003 | 18:15 | commenti
 

Manovre a sud alla ministeriale di Cancun
I paesi africani meditano un contatto con il G21 (ora forse G23)
I paesi africani stanno valutando un approccio con il G21 guidato dal quadrilatero del grande sud (Brasile, Sud Africa, Cina ed India). Il Brasile è desideroso di parlare ai paesi africani. L’incontro potrebbe cercare di allargare anche ai più poveri la potente alleanza del sud, visto che Ue ed Usa accusano i grandi del sud di non rappresentare davvero gli ultimi del pianeta. In ogni caso ne rappresentano più della metà, ed in democrazia questo dovrebbe contare.
Nel frattempo la coalizione per i prodotti speciali da tutelare in agricoltura, guidata dai paesi meno sviluppati, di cui soltanto tre sono parte del G21, è delusa dal fatto che i grandi paesi del sud non sostengono con forza le loro richieste. Il Kenya promette battaglia in ogni caso per il riconoscimento dei prodotti speciali.

postato da cancun2003 | 18:08 | commenti
 
Chi era Lee Kyunghai, morto per fermare il WTO
Breve storia del sindacalista che si è ucciso durante la manifestazione
Non era un ragazzo, il leader sindacale coreano che si è ucciso davanti ai poliziotti che sbarravano l'accesso alla strada che conduce alla zona hotelera di Cancun. Lee Kyunghai aveva 54 anni ed era uno dei dirigenti della Federazione Coreana degli Agricoltori e dei Pescatori. Stava partecipando al corteo di Via Campesina che cercava di raggiungere il lontanissimo Convention Centre di Cancun dove si svolge la conferenza del Wto. Lee Kyunghai si è arrampicato sulle reti che chiudevano l'accesso al Km 0 della strada che porta alla zona hotelera. In cima alla recinzione ha estratto un lungo pugnale e si è trapassato il torace. E' crollato a terra. Inutili i tentativi di salvarlo. Jung Kwang, presidente dell'organizzazione di solidarietà coreana, ha spiegato il gesto di Kyunghai: 'Ha sacrificato la sua vita per richiamare l'attenzione inernazionale sulle drammatiche condizioni dei contadini coreani a causa delle politiche del Wto in favore delle multinazionali'.
postato da wto2003 | 17:42 | commenti
 
Un po' di numeri...
Le delegazioni più numerose e quelle più esigue alla ministeriale di Cancun
Unione europea 651 delegati, Usa 212, Uganda 3. In totale i 30 paesi meno sviluppati hanno 377 delegati.
UE e USA, che rappresentano il 10% della popolazione mondiale, hanno un totale di 863 delegati, mentre Brasile, India, Cina, Argentina e Sudafrica, ovvero il 51% degli abitanti della terra, solo 235.
Evidentemente il divario Nord-Sud e la poca democraticità dei processi negoziali si misurano anche in base a questi dati. Secondo il World Development Movement, questo divario si può paragonare ad un match tra Mike Tyson ed un bambino. Chissà, forse un paragone più calzante qui a Cancun potrebbe essere Davide contro Golia. Si sa poi chi vince ...
postato da cancun2003 | 17:13 | commenti
 
E' morto il ragazzo coreano
Si è immolato contro le regole dettate dal WTO
E' stato il ministro degli Esteri messicano Luis Ernesto Derbez a confermare la morte del ragazzo coreano che ha fatto harahiri durante la manifestazione di oggi pomeriggio nelle strade di Cancun per protestare contro il WTO.
postato da wto2003 | 17:00 | commenti
 
Lo sfuttamento non ha limiti
Tutti volontari i 400 tra ragazzi e ragazze che assistono l'organizzazione all'interno del Convention Center sede del WTO
Roberto è di Cancun, ma Maria arriva da Tijuana, frontiera settentrionale del Messico, più di tremila chilometri di distanza da questo Sud del Messico. Altro che lavoro a termine per tenere in piedi i servizi 'essenziali' e più 'semplici' del Wto! Maria e Roberto fanno parte dei 400 volontari che assistono i giornalisti, accolgono i delegati, controllano le porte di ingresso, rispondono alle richieste più immediate delle migliaia di persone che affollano in queste ore il Convention Centre di Cancun. Volontari per il governo: non sono pagati, anzi, nel caso di Maria hanno pagato almeno 500 dollari per venire fino a qua. Anche le spese sono a loro carico. Il loro 'datore di lavoro' è il ministero degli esteri. Sono stati scelti con una selezione dopo aver presentato una domanda attraverso la scuola o la università. Maria è arrivata ieri sera ed oggi è già stata spedita nella sala stampa. Perché lo fanno? 'Perché è un'esperienza che ci può tornare utile. Fa curriculum: riceveremo un certificato e perché vediamo come funzionano i meccanismi della comunicazione'. Il vertice sul commercio, mentre discute di prezzi e tariffe, si affida al lavoro volontario di un gruppo di ragazzi a cui ha solo regalata una maglietta bianca.
postato da wto2003 | 16:56 | commenti
 

I primi risultati dell’offensiva del G21
A differenza dell’ultima ministeriale di Doha, a Cancun si discuterà del testo negoziale, invece di approvarlo senza dibattito
Il pressing politico del G21 già sortisce alcuni effetti. All’apertura dei lavori, il presidente Delbez accetta che si discuta il testo negoziale da cui partire, dal momento che il documento trasmessogli sotto la propria responsabilità da Perez del Castillo, presidente del Consiglio Generale del Wto a Ginevra, non ha trovato il consenso di tutti i paesi membri. Un passaggio cruciale, visto che alla scorsa ministeriale di Doha un testo non approvato fu invece imposto ai paesi senza discussione. Comunque, nonostante i richiami sospetti alla trasparenza di Delbez, nei prossimi giorni della conferenza non mancheranno le temute green room, incontri informali convocati all’ultimo momento dove si prendono le decisioni che contano e a cui sono invitati solo i paesi forti.

postato da cancun2003 | 16:27 | commenti
 

Il timido intervento del presidente Fox, padrone di casa qui a Cancun
Fox non si sbilancia, però chiede un sistema multilaterale rafforzato ed istituzioni finanziarie più flessibili
Nel suo intervento di benvenuto alle 146 delegazioni ufficiali il presidente del Messico Vicente Fox non si sbilancia troppo, anche perché c’è in gioco l’immagine del suo paese, però non si esime dal dare una stoccata sul protezionismo del nord a sostegno del G21, chiedendo la riduzione dei sussidi, nonché offre solidarietà all’Argentina: “Un sistema multilaterale rafforzato richiede che le istituzioni finanziarie internazionali diventino più flessibili con i paesi in via di sviluppo”; quasi a dire, che qualche volta non si può pagare, come successe in Messico nell’82 con la prima grande crisi del debito che aprì la strada agli aggiustamenti strutturali neoliberisti di Banca mondiale e Fondo monetario.

postato da cancun2003 | 16:26 | commenti
 

La biopirateria e l’accordo Trips

Vandana Shiva denuncia il “grande tradimento di Cancun”

I paesi del Sud del mondo hanno sempre cercato di ottenere una qualche tutela delle loro risorse tradizionali e dei saperi dei popoli e delle comunita’ indigene. In tutte le dichiarazioni delle precedenti conferenze ministeriali, la revisione in questo senso degli accordi Trips ha sempre avuto un ruolo centrale. Anche in vista di Cancun, i paesi africani in prima fila hanno esplicitamente chiesto al Trips Council del Wto di rivedere l’Art. 27.3(b) in particolare, per proibire qualunque forma di brevetto sulle forme di vita.

La nota ricercatrice indiana Vandana Shiva fa notare come queste richieste e queste promesse siano state completamente escluse dalla bozza di dichiarazione di Cancun, mentre ci troviamo nel mezzo di un processo di vera e propria pirateria genetica, nel quale le multinazionali hanno il diritto di brevettare come proprie scoperte i saperi e le conoscenze tradizionali dei popoli indigeni.

Con lei Greenpeace ed altre organizzazioni internazionali, che hanno lanciato una campagna centrata su di un esempio particolarmente scandaloso: il brevetto EP 0445929 B1 della Monsanto, che secondo queste organizzaizoni riguarderebbe una varieta’ di grano coltivata in India da generazioni e generazioni di agricoltori. D’ora in avanti, se quegli stessi agricoltori vorranno vendere quel grano, dovranno pagare le royalties alla multinazionale dell’agroindustria.

Queste sono le regole del libero mercato previste dal Wto, mentre nello stesso tempo l’UE e l’Italia in particolare dirigono tutti i loro sforzi nel cercare di fare passare le “geographical indications” per i prodotti di qualita’. Con una ipocrisia che rasenta il ridicolo, gli stessi paesi che vogliono imporre la denominazione di qualita’ per alcuni loro prodotti agricoli per “difenderli dai contraffattori”, impediscono con ogni mezzo, all’interno dello stesso negoziato, ai paesi del sud del mondo di potere fare altrettanto. Questo, ovviamente, nell’ambito “dell’agenda dello sviluppo” di Doha…

postato da cancun2003 | 15:55 | commenti
 

Harahiri contro il WTO
Sconosciute le condizioni di salute del coreano di Via Campesina
Secondo il Centro Media Indipendente (
http://www.cancun.mediosindependientes.org) un delegato coreano di Via Campesina si è pugnalato nell'addome con un coltello per protestare contro il WTO, non si conoscono le sue condizioni di salute.

postato da wto2003 | 15:23 | commenti (2)
 
Premi Nobel e ministri assieme a sostenere il Commercio Equo
Oggi l'inaugurazione della Fiera del Commercio Equo e Solidale
Dal Guatemala al Ghana, il Fair Trade ha dimostrato di saper applicare soluzioni efficaci nel combattere le ingiutizie dell'attuale sistema economico. Garantendo prezzi equi e opportunità di lavoro a milioni di produttori di caffè, cioccolato e molti altri prodotti, il Commercio Equo è riuscito a far incontrare lo sviluppo delle piccole comunità con la qualità dei prodotti e il rispetto dell'ambiente e delle tradizioni.
Oggi, alle 18.00 ora di Cancun (l'una di notte in Italia) il premio Nobel della Pace Rigoberta Menchù, il Ministro degli esteri messicano Luis Ernesto Derbez, il Ministro Sudafricano Ben Ngubane e Vandana Shiva inaugureranno la fiera del Commercio equo e sostenibile, organizzata a latere dell'omonimo Simposio promosso da Oxfam Int ed Ifat che ha visto arrivare a Cancun rappresentanti di produttori e di organizzazioni di ogni parte del mondo.
postato da wto2003 | 13:27 | commenti
 

La benedizione del Papa non arriva
Il Vaticano chiede una "conversione" delle regole del WTO
Anche il Vaticano non ci sta e chiede una "conversione" delle regole del commercio. Secondo la Santa Sede, in una nota trasmessa da Radio Vaticana, è doveroso "Convertire il commercio in efficace strumento di sviluppo solidale. Le regole del commercio nonostante la loro apparenza tecnica, hanno una natura politica e sociale, con profonde ed ampie conseguenze nella vita dell' umanità. Per questo è da considerarsi fondamentale principio secondo il quale l' essere umano deve sempre essere un fine e non uno strumento, un soggetto e non un oggetto. Mai una merce di scambio." I signori del WTO sono avvertiti.

postato da wto2003 | 12:41 | commenti
 

Un altro comune anti-gats!
Anche il consiglio comunale di Villacidro ha approvato una mozione contro l’ampliamento del GATS
E siamo a sei!. Dopo la Provincia di Genoa, la città di Torino (12/6), il Comune di Giaveno/TO (3/7), il Comune di Rivalta/TO (31/7), il Comune di Levanto/La Spezia (9/8), il 27 agosto il Comune di Villacidro in Provincia di Cagliari ha approvato all'unanimità una mozione che "si oppone ad un ampliamento dell'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi perchè elimina il diritto che gli è proprio di governare e di esercitare la propria sovranità a livello di comunità, come da programma che i suoi cittadini scelgono attraverso libere elezioni". Il Consiglio comunale chiede il Governo di consultarsi con gli enti locali prima di assumere decisioni in merito GATS e di impegnarsi per una modifica dell'art.1 GATS cosi che vengono esclusi i "governi locali" dalla giurisdizione. Chiede poi alla Associazione Nazionale dei Comuni Italiani di nominare un gruppo incaricato di monitorare le trattative GATS. Il Comune si impegna di sostenere le attività della campagna Questo Mondo Non é In Vendita.

postato da cancun2003 | 12:22 | commenti
 
E Fox dice basta ai sussidi all'agricoltura
Il consenso di tutti i paesi alla dichiarazione inaugurale del presidente messicano

Forti applausi al presidente del Messico Vincente Fox. Tutti i delegati dei 146 paesi del Wto lo hanno applaudito quando ha chiesto "l'abolizione dei sussidi all'agricoltura perché la sorte delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo dipende dai progressi sul fronte del commercio agricolo". "Bisogna evitare una globalizzazione che generi diseguaglianza tra i popoli. Bisogna combattere la povertà."
postato da wto2003 | 12:19 | commenti
 

Walden Bello "Il WTO? Non è democratico!"
Un giudizio netto nel giorno dell’apertura della ministeriale di Cancun
‘Il Wto è antidemocratico, è contro lo sviluppo, obsoleto. E’ una struttura del XV° secolo che non dovrebbe esistere nel XXI° secolo’. Walden Bello, a nome della rete Owinfs, la campagna internazionale ‘Questo mondo non è in vendita’, ha guidato la protesta dentro la sala dove si svolgeva la cerimonia di inaugurazione della V° conferenza ministeriale del Wto. Attorniato dai giornalisti, Bello ha lanciato le sue accuse con durezza: ‘Il Wto è in una fase di stallo, è un’organizzazione in crisi che agisce solo a danno della popolazione mondiale. Oggi si sta confrontando con l’opposizione delle popolazioni del Sud del mondo’. ‘Supachai, il direttore del Wto, è solo il portavoce dei paesi più potenti. Noi chiediamo che cessi il dumping agricolo dei paesi ricchi verso i paesi poveri. Vogliamo che il tema degli investimenti rimanga fuori dal Wto. Il fallimento della conferenza di Cancun sarebbe un passo in avanti per i popoli del Sud del mondo’. La protesta degli attivisti di Owinfs è continuata nella sala stampa del Convention Centre.

postato da cancun2003 | 11:53 | commenti
 
LA CAMPAGNA QUESTO MONDO NON E' IN VENDITA INTERROMPE L'INAUGURAZIONE DEL WTO A CANCUN
Non democratico, non trasparente, anti-sviluppo, obsoleto: le colpe del Wto nei cartelli di 50 attivisti che si sono alzati in piedi all'intervento del direttore generale Supachai Panitchadki

L'azione diretta della Campagna internazionale questo mondo non è in vendita rovina la festa al Wto. 50 attivisti di oltre 1000 organizzazioni del mondo, e tra loro i rappresentanti dei gruppi italiani della campagna, si sono alzati in piedi all'intervento del direttore generale del Wto Supachai.
"Wto: Undemocratic, anti-development, obsolete, untrasparent". Questi i testi dei cartelli che gli attivisti hanno mostrato al tavolo della presidenza interrompendo i discorsi introduttivi. In sala, tra gli altri attivisti, erano presenti testimonial internazionali come Lori Wallach e Walden Bello, e diversi rappresentanti della Campagna italiana Questo mondo non è in vendita: Andrea Baranes, Antonio Tricarico, Ugo Biggeri, Cristiano Lucchi, Luca Manes, Andrea Semplici e Monica Di Sisto.
L'azione diretta vuole richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sul riproporsi in questa tornata negoziale di quei meccanismi che hanno trasformato il Wto da Seattle a Doha in una ''istituzione medioevale - ha denunciato Walden Bello -, che fa gli interessi delle grandi imprese multinazionali piu' che in una organizzazione multilaterale del XXI secolo che favorisca uno sviluppo omogeneo in tutti i Paesi del mondo''.
I documenti preparatori, denuncia la Campagna, ''sono del tutto sbilanciati a favore degli interessi dei Paesi del Nord del mondo e sono stati redatti senza il consenso esplicito dei Paesi in via di sviluppo, che sono la maggioranza dei Paesi membri del Wto''.
Questo mondo non e' in vendita sostiene l'alleanza politica dei G21 contro l'arroganza e la non democraticita' di Ue e Stati Uniti che continuano a spingere per la liberalizzazione dei servizi e l'azzeramento delle tariffe industriali nel Sud, senza nulla cedere rispetto ai sussidi agricoli interni e per le esportazioni tanto preziosi per i grandi gruppi agroalimentari e dei servizi occidentali.
postato da wto2003 | 10:29 | commenti (1)
 

WTO - CANCUN NON BASTA PER L'AGRICOLTURA. NUOVA MINISTERIALE NEL 2004
Intanto il blog della Campagna "Questo mondo non è in vendita" oltrepassa il muro dei 5000 contatti
dimostrando l'interesse degli italiani nell'avere continui aggiornamenti in tempo reale su negoziati, mobilitazioni, dichiarazioni dei protagonisti dei governi e della società civile mondiale.
La conferenza stampa del negoziatore statunitense al WTO, Robert Zoellick, accompagnato dal ministro all'agricoltura americano, Ann Veneman, fa registrare il tutto esaurito. Tanti, infatti, i giornalisti che gremivano la sala stampa. Zoellick, dopo aver esaltato la Doha Development agenda e l'accordo raggiunto pochi giorni fa sui TRIPS - "le promesse fatte sono state mantenute" - attacca subito a parlare della questione nodale della ministeriale di Cancun: l'agricoltura. L'agricoltura riveste un'importanza fondamentale per tutto il round negoziale e, vista l'eterogeneità delle posizioni in campo - G20, gruppo di Cairns dei maggiori esportatori, paesi meno sviluppati, UE ecc - a Cancun si stabilirà un quadro negoziale, delle condizioni e poi si parlerà di numeri. Ovvero, si fissa un termine, verosimilmente febbraio, marzo del prossimo anno, per terminare i negoziati. Incalzato su questo Zoellick ha fatto intendere che all'inizio del 2004 ci potrebbe essere una nuova ministeriale, con l'agricoltura come tema principe. Dopo aver ribadito l'importanza della riduzione dei sussidi, e di come in proposito gli Usa si troverebbero in una "posizione forte", Zoellick ha anche elogiato i passi avanti dell'Ue, culminati nelle modifiche della PAC e nell'accordo di pochi giorni fa con gli stessi Usa. Però, a dispetto dell'accordo, la sensazione è che la posizione dell'Ue non soddisfi a pieno le aspettative americane, e che il commissario all'agricoltura Lamy faccia bene ad essere preoccupato. Anche perché la questione dei Singapore Issues (liberalizzazione degli investimenti, regole su concorrenza e appalti pubblici, facilitazione al commercio) ed della loro entrata nel WTO, che tanto a cuore stanno all'Europa, viene liquidata da Zollick con poche battute: molto paesi, Usa in testa, non sono d'accordo per inserire tutti questi nuovi temi nell'agenda del WTO. Per questa ragione, sembra capire, non se ne farà niente.
Tanta bella retorica sullo sviluppo, sulle opportunità illimitate che delle nuove regole globali sull'agricoltura possono creare, una volta eliminati i sussidi e ridotte le barriere commerciali. Queste in sintesi le affermazioni del ministro dell'agricoltura Veneman, la cui presenza in sala stampa è sembrata utile solo ad enfatizzare la rilevanza delle parole di Zoellick che, rispondendo ad alcune domande a fine conferenza, ha comunque ribadito che gli attori, sulle questioni agricole, non sono solo Usa ed Ue.

postato da wto2003 | 10:28 | commenti

martedì, settembre 09, 2003
 

Anche i Coldplay a favore del commercio equo
La band inglese oggi ha portato al direttore generale del WTO i 3 milioni di firme della Big Noise Petition
Il gruppo rock inglese dei Coldplay oggi ha consegnato al direttore generale del WTO Supachai Panitchpakdi la petizione Big Noise. La petizione, unica nel suo genere, consiste nelle firme e nelle voci registrate di circa tre milioni di persone, dai lavoratori indiani al segretario dell’ONU Kofi Annan, che chiedono al WTO di impegnarsi per delle regole per un commercio equo, che favoriscano anche i paesi in via di sviluppo.

postato da cancun2003 | 21:47 | commenti (3)
 
Struttura dei lavori della conferenza di Cancun
Sono noti i nomi dei cinque friends of the chair che presiederanno i cinque gruppi di lavoro della conferenza di Cancun
Agricoltura: Singapore
Accesso al mercato per prodotti industriali (NAMA): Hong Kong
Sviluppo: Kenya
Temi di Singapore (investimenti, etc.): Canada
Temi miscellanei: Guyana
La scelta del Canada per i temi di Singapore sembra alquanto sospetta. Domani si inizia.
postato da cancun2003 | 20:39 | commenti (1)
 

Il sostegno della società civile ai G21

Durante la conferenza stampa è stato invitato a parlare anche un esponente di Oxfam

Irungu Houghton, rappresentante della famosa Ong inglese Oxfam, ha presentato un CD con 3 milioni di voci dell’Africa che chiedono un commercio equo, ed in particolare quattro richieste: la fine del dumping, un accesso facilitato ai medicinali, l’accesso ai mercati del ricco nord e di prevenire i danni degli investimenti.

Un consigliere del ministro brasiliano sull’agricoltura ha confermato alla Campagna “Questo mondo non è in vendita” che saranno cinque i gruppi negoziali della conferenza: agricoltura, accesso al mercato per i prodotti industriali, sviluppo, nuovi temi di Singapore, e questioni miscellanee. Il chairman del gruppo di lavoro sull’agricoltura sarà il ministro di Singapore, che dovrebbe avere una posizione neutrale, visto lo scarso interesse del suo paese alle questioni agricole. Si sta ancora discutendo se il G21 chiederà la discussione della bozza Del Castillo già in plenaria domani prima dell’avvio dei negoziati. Andiamo a dormire con l’attesa di una prima giornata che potrebbe già essere cruciale, ma sappiamo dalla storia non democratica del Wto che fino all’ultima green room la battaglia sarà senza durissima.

postato da cancun2003 | 20:35 | commenti (1)
 

Altre notizie dalla conferenza stampa del G21
Gli altri del “Grande Sud” rincarano la dose

Anche per il Sud Africa la proposta del G21, presentata al Wto a Ginevra il 19 agosto, ma non recepita nella bozza della dichiarazione finale trasmessa a Cancun, rimane un documento politico storico che mira ad unire le posizioni tra piccole e grandi economie agricole con il sostegno anche dei grandi esportatori del sud.
L’India ricorda il succo dell’accordo su cui si basa l’alleanza storica del G21: “Abbiamo avuto una convergenza su una singola questione che ha la massima importanza: l’agricoltura ed in particolare i sussidi, sia interni che all’esportazione. Queste questioni non sono coperte adeguatamente nel documento Del Castillo.”
Allo stesso tempo il Costa Rica mostra prudenza rispetto all’apertura dei lavori domani. “Non vogliamo focalizzare la nostra posizione solo su un dibattito procedurale. Vogliamo che la nostra posizione sia pienamente incorporata nei testi dei negoziati.”
La Cina rompe gli indugi e preannuncia un ruolo dinamico e cooperativo con altri paesi membri del Wto. “L’agenda del G20 riflette pienamente gli obiettivi della dichiarazione di Doha. La nostra proposta è ancora sul tavolo ed il testo del presidente della conferenza deve prenderla seriamente in considerazione. Solo in questo modo si può avere un vero avanzamento del processo. La Cina lavorerà a Cancun in stretta cooperazione e consultazione con altri membri.”
“Il nostro è un approccio costruttivo alla conferenza ministeriale. Abbiamo presentato una proposta che è bilanciata e riguarda la sostanza della questione. Chiediamo che domani sia presa dal presidente della conferenza e si inizi a discutere ogni aspetto su cui noi abbiamo da dire qualcosa. Non è un’alleanza di circostanza, ma per la prima volta noi abbiamo una voce comune e sostanziale. Abbiamo una base politica che è trasversale ai paesi in via di sviluppo. Chiediamo il rispetto da parte degli altri membri del Wto della professionalità della nostra proposta. Faremo avanzare i negoziati su altre questioni in discussione qui soltanto se si trova una soluzione per noi accettabile sulla questione agricola.”

postato da cancun2003 | 20:24 | commenti
 

Il G21 va alla guerra! Lula trama la rivolta!
Clamorosa presa di posizione dei paesi del G21 durante la loro conferenza stampa
Un’atmosfera incredibile, storica. Tra i giornalisti e le delegazioni che affollavano l’auditorium media c’era incredulità, speranza, ma soprattutto la sensazione che Cancun 2003 potrebbe passare alla storia. Sul palco i ministri del commercio di Argentina, Brasile, Sud Africa, Cina, India e Costa Rica
E’ ancora il Brasile ad aprire le danze.
“Siamo felici di un tale interesse alla nostra iniziativa, d’altronde rappresentiamo il 51 per cento dell’umanità, il 60 per cento dei mercati agricoli ed il 63 per cento dei coltivatori nel mondo. Abbiamo un obiettivo chiaro: rendere l’agenda di Doha una vera agenda di sviluppo.
Siamo già diventati il G21, con l’arrivo dell’Egitto nel gruppo. E’ un evento storico per gran parte della gente nel mondo.
Tutti siamo d’accordo che è fondamentale nel corso di questa conferenza restare uniti. Ci incontreremo ogni giorno con rappresentanti ad alto livello e se necessario con i ministri. La bozza di dichiarazione finale Del Castillo non corrisponde ai nostri bisogni e non può essere la base dei negoziati. Noi siamo l’alleanza che ha la più grande legittimità economica e sociale al mondo ed una grande porzione dell’opinione pubblica mondiale è con noi. Il Wto può prendersi cura davvero dei poveri e l’agricoltura può essere regolata bene. La nostra alleanza è stata costruita per questo su questioni agricole e per il momento non copre altri aspetti, poiché crediamo che sia giunto il momento di affrontare una volta per tutte nel modo giusto la questione fondamentale dell’agricoltura nel Wto”. Queste le esplosive affermazioni del capo delegazione brasiliano.

postato da cancun2003 | 20:19 | commenti (2)
 
Conferenza stampa del negoziatore americano
Secondo Zoellick a Cancun si deciderà sul quadro generale in merito all’agricoltura, dopo si parlerà di numeri

In una sala stampa affollatissima il negoziatore americano Zoellick, insieme al ministro dell’agricoltura USA Veneman, mette le carte in tavola. Sui nuovi temi, i cosiddetti Singapore Issues (liberalizzazione degli investimenti, regole su concorrenza e appalti pubblici, facilitazione al commercio) non c’è accordo per cui difficilmente ci sarà a Cancun un’espansione dell’agenda del WTO. Ma in Messico la questione più importante è l’agricoltura, e qui Zoellick fa capire che ci potrebbe essere una nuova ministeriale tra sei mesi, dal momento che a Cancun si discuterà il quadro e le modalità dell’accordo sull’agricoltura. Dopo si parlerà di numeri, ovvero della riduzione dei sussidi in termini concreti. Tra sei mesi la prossima puntata…
postato da wto2003 | 18:20 | commenti
 
Real Cancun Tour. Rosa e l’acqua
Quando l'acqua serve solo per i turisti...
La stazione di pompaggio dell’acqua è sulla spiaggia. Aguakan è la società che gestisce i servizi idrici di Cancun: con un gioco di proprietà incrociate il gruppo Suez, la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, controlla il 49,9% di Aguakan (una percentuale che le permette, in realtà, di controllarla). Rosa e suo marito Faustino vivono (assieme ad altre4 famiglia) proprio di fronte a una stazione di pompaggio di Aguakan: cinquanta metri di distanza. Non di più. Non ricevono un solo litro di acqua. Aguakan si rifiuta di fornirl perchè Rosa e Faustino non hanno mai ottenuto ‘i documenti’ per la loro casa dove vivono da 17 anni. Sono piccoli pescatori. Da due anni, la loro casa ostacola i progetti di ‘sviluppo turistico’ di quest’area ai confini settentrionali di Cancan. Gli ‘investitori’ hanno offerto denaro per convincere i due anziani pescatori ad andarsene. Poi hanno provato a distruggere con le ruspe la casa di Rosa e Faustino. Ma loro non si sono mossi. Quasi come ritorsione, Aguakan non da acqua alla casa. Alcuni autisti di autobotti, ogni tanto, lasciano dei secchi a Rosa e Faustino. Aguakan fornisce acqua con assoluta regolarità ai grandi alberghi della zona hotelera (27mila camere, tre milioni di turisti ogni anno). Nella Real Cancun (750mila abitanti) l’acqua arriva nelle case, in media, 10 ore al giorno. In molte zone della città, vi è acqua solo due volte alla settimana. Da Rosa, che vive a un passo dalle pompe dell’acquedotto, mai.
postato da wto2003 | 18:02 | commenti (1)
 

Fuori l'acqua dai Gats. Fermiamo il WTO a Cancun
Le proposte della federazione di ONG Cipsi - Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua

La politica dell'acqua promossa dai gruppi sociali ed economici fautori della mondializzazione dell'economia, confermata a Kyoto, in occasione del III Forum Mondiale dell'acqua da rappresentanti dei governi, delle organizzazioni specializzate dell'ONU e delle imprese multinazionali private, si basa su tre principi:
- L'acqua deve essere considerata principalmente come un bene economico. Come il petrolio, il grano, ed altre merci può essere venduta, comprata, scambiata;
- l'accesso all'acqua è un bisogno vitale, non un diritto umano. Gli esseri umani sono dei consumatori/clienti di un bene/servizio che deve essere reso accessibile mediante i meccanismi di mercato.
- l'acqua deve essere trattata come una risorsa preziosa ("l'oro blu"). Essa è destinata a diventare sempre più rara e dunque strategicamente importante. I conflitti per gli usi alternativi, concorrenti, fra Paesi sono destinati ad intensificarsi ed a generalizzarsi.
A Cancun si arriverà al giro di boa del negoziato GATS, che si dovrebbe concludere il primo gennaio 2005, ma la diffidenza dei Paesi più poveri rispetto all'aggressività di UE e USA, che puntano a colonizzare i loro mercati dei servizi essenziali è ormai evidente. A metà luglio, nonostante la scadenza prevista fosse per la fine di marzo, erano ancora meno di trenta su 146 i Paesi che avevano consegnato le loro offerte di liberalizzazione, quasi tutti Paesi occidentali ad alto grado di sviluppo. Nessun Paese africano aveva reso pubbliche le proprie offerte, e questo, è ormai evidente, non solo per le difficoltà tecniche ed i ritmi del negoziato. Eppure gli Stati Uniti e l'Unione Europea, le cui imprese multinazionali hanno molto da guadagnare da questo negoziato, cercano di imporre una dichiarazione politica che esige che tutti i membri del Wto aprano i loro mercati dei servizi, compresi quelli essenziali come l'acqua.
I Comitati per un Contratto mondiale dell'acqua, la federazione di ong CIPSI, le Associazioni che hanno approvato la Dichiarazione del I Forum Mondiale Alternativo di Firenze e tutti i movimenti impegnati a difesa dell'acqua come bene comune dell'umanità, ribadiscono la richiesta che l'acqua non sia considerata un servizio e la sua gestione sia sottratta ai negoziati del Gats e alla competenza del WTO.
Le nostre proposte
Per affermare questi principi e costruire le basi e le strutture portanti per realizzare "una nuova politica dell'acqua" capace di garantire il diritto alla vita per tutti ed una valorizzazione e protezione dell'acqua in quanto bene comune, il movimento dei Comitati per il contratto Mondiale dell'Acqua, il CIPSI e le Associazioni che hanno approvato la Dichiarazione del I Forum Mondiale Alternativo di Firenze, lanciano le seguenti proposte di azione da realizzare prima del 4° Forum Mondiale dell'acqua del 2006:
- che l'Unione Europea ritiri la richiesta di liberalizzazione dei servizi essenziali, in particolare dell'acqua, ai Paesi terzi ed abbandoni la preferenza per la gestione "privata" dell'acqua, cioè per una politica di liberalizzazione e di deregolamentazione dell'acqua che ha avanzato nel processo di iniziativa europea sull'Acqua (EU Water Iniziative);
- che il servizio idrico sia sottratto dai servizi considerati "industriali" ed esca, dunque definitivamente dal negoziato GATS e dalle competenze del Wto come tutti i beni comuni;
- che venga istituita un'Autorità mondiale dell'Acqua, avente una funzione legislativa, (Parlamento dell'Acqua), una funzione giurisdizionale (Tribunale Mondiale dell'acqua), di controllo (Agenzia di valutazione);
- propongono la costituzione di un Servizio pubblico europeo, finanziato dalla Unione Europea, sotto il controllo permanente del Parlamento Europeo ;
- richiedono la creazione di servizi pubblici mondiali a partire dalla promozione di servizi pubblici continentali inter-nazionali;
- che si operi un radicale ri-orientamento dei sussidi oggi accordati dai Paesi ricchi del mondo (347 miliardi di $ annui) all'agricoltura intensiva, produttivistica e principale dilapidatrice di risorse idriche per indirizzarle a sostegno di un modello di agricoltura sostenibile , finalizzata alla alimentazione locale ed al diritto al cibo per tutti e agli investimenti necessari, valutati in 30/35 miliardi di $ annui per 10 anni, per garantire l'accesso all'acqua a tutti;
- che sia assicurato il finanziamento pubblico dei servizi d'acqua nel mondo mediante la costituzione di un sistema mondiale di imposizione fiscale, di cui dovrebbe far parte una "water tax" specie sulle acque minerali e di un sistema di strumenti finanziari cooperativi;
- che vengano promosse, per iniziativa di enti locali e di parlamentari, di forme effettive di democrazia per la gestione dell'acqua mediante la creazione e al moltiplicazione di parlamenti dell'acqua, a livello dei grandi bacini idrogeologici.

postato da wto2003 | 17:50 | commenti
 
Il pranzetto dell’UE
Visibilmente provato, è comparso per la prima volta in sala stampa il commissario al commercio Ue Pascal Lamy, ed è stato subito accolto dal fuoco incrociato della stampa internazionale che lo ha incalzato principalmente sulla questione agricola
Per Lamy non esiste uno scontro nord-sud ma molta flessibilità ed alleanze variabili che si devono ricomporre. Addirittura Lamy ha dichiarato di non vedere vede l’Ue così lontana dalle posizioni brasiliane, smentendo quello che aveva detto il commissario Fischler, seduto in quel momento alla sua destra una settimana prima.
L'unica grande novità (per altro vecchissima) che Lamy ha rilanciato è l'apertura sulla possibilità di negoziare l'azzeramento dei sussidi su alcuni prodotti agricoli d'interesse per i PVS. E comunque ha ribadito che non è possibile pensare alla creazione, di fatto, di un WTO con regole per i Paesi sviluppati e un secondo WTO con regole valide solo per i PVS.
Da questa posizione scomoda Lamy è stato costretto ad ammettere - nonostante una ricercata metafora culinaria secondo la quale i 146 cuochi dei Paesi WTO sono qui a cucinare un pranzo i cui ingredienti sono stati individuati a Doha e che dovrà andare in tavola solo entro il 2005 - che l’obiettivo Ue per Cancun è chiudere il 50 per cento delle questioni aperte, decisamente ambizioso.
Povero Lamy, un duro come lui deve ammettere alla platea che l’Ue talvolta si ritrova anche sola nelle sue posizioni.
postato da wto2003 | 17:44 | commenti
 

Chi pensa al dopo-Cancun, chi pensa a combattere ora
Si profila sempre più lo scenario di una nuova ministeriale a Ginevra nell’arco di pochi mesi: chi lo sa se il governo svizzero sarà contento di organizzare un altro circo globale dopo il G8 di Evian del giugno scorso?

Allo stesso tempo è forte l’attesa per la conferenza stampa prevista per le 18,00, l’1,00 della notte italiana, del gruppo dei G20, i poteri forti del Sud del mondo. E’ attesa una dichiarazione di Brasile, Argentina, Sud Africa, Cina e India che dipinge chiaramente la proposta sull’agricoltura per la dichiarazione finale (parte della bozza redatta dal presidente del consiglio generale del Wto del Castillo) come inaccettabile per iniziare i negoziati.Una bella patata bollente nelle mani della presidenza messicana che dovrà decidere se imporre il testo di del Castillo – come successe vergognosamente a Doha in barba alle stesse regole delle istituzioni internazionali - o se aprire una discussione sul testo in plenaria subito. In ogni caso l’alleanza politica del G20 sembra pronta ad andare alla guerra sull’agricoltura a prescindere da altre concessioni per il sud da parte dei paesi ricchi su altri accordi.

postato da wto2003 | 17:44 | commenti
 
Real Cancun Tour. Josè e i gamberetti
Un giro per le strade dell'"altraCancun", organizzato da OWINFS e il Comitato del Contratto Mondiale dell'Acqua

Josè Aguillaon ha origini maya. Ed ha 52 anni. E’ un piccolo pescatore della Playa de el Nino a Benito Juarez, il paese che esisteva prima che fosse costruita la Cancun del turismo. Da questa spiaggia, trent’anni fa, portarono via perfino la sabbia per ‘costruire’ il bagnasciuga sulla laguna della città ‘turistica’. Josè si arrangia: vende gamberetti ai piccoli ristoranti, ha una barchetta per i turisti locali, una ‘tienda’ commerciale. E non ha futuro: ‘I miei figli diventeranno i nuovi schiavi di Cancun, lavorando a 38 pesos al giorno, meno di 4 dollari al giorno, e sperando nelle mance’. Josè dà una lezione semplice delle conseguenze delle leggi del Wto: ‘I turisti vengono dagli Stati Uniti. Qui non lasciano niente. Hanno già pagato tutto. All-inclusive. Noi siamo solo un impaccio. Le grandi imprese del turismo stanno distruggendo le nostre piccole economie: non possiamo competere con loro e non ci lasciano sopravvivere’. I ristoranti ‘popolari’ sulla spiaggia del Nino, i piccoli pescatori di Benito Juarez sono minacciati dalla costruzione del nuovo Gran Puerto a Benito Juarez. Sarà di proprietà di una società privata potente, la Ultramar. Fra pochi mesi qui attraccheranno solo grandi navi e i pescatori della cooperativa sono davvero solo un fastidio. A fianco del nuovo molo (che rovinerà anche chi traghetta i turisti verso Isla Mujeres) vi è un grande cartello rosso (in inglese: Great Opening): fra qualche giorno sarà inaugurato un McDonald’s.
postato da wto2003 | 17:41 | commenti (1)
 

Privatizzazione dell'acqua: Zanotelli scrive a Prodi
Lettera aperta del missionario comboniano Alex Zanotelli al presidente della Commissione U.E. E' stata inviata qualche mese fa. Prodi non ha mai risposto. Lo farà adesso nei giorni di Cancun?
Carissimo, grazie di cuore per avermi così cordialmente ricevuto a Bruxelles nel tuo ufficio. È stata una gioia il conversare insieme. Quando ci lasciammo mi promettesti di impegnarti sul problema dell’acqua e mi hai chiesto di inviarti un pro-memoria. Eccolo.
Su iniziativa della Commissione, l'Unione europea
- ha adottato nel 2000 una Direttiva Quadro Acqua
- ha lanciato al Vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile l'Iniziativa EU Acqua.
Si tratta di due atti notevoli e lodevoli.
La Direttiva Quadro rappresenta il primo testo organico di riferimento per una politica europea dell'acqua centrata sulla qualità dell'acqua. La Direttiva, si spera, avrà un'influenza positiva sulla lotta contro l'inquinamento agricolo ed industriale (ancora particolarmente elevato), contro gli sperperi e gli abusi, per un'educazione ed una più grande sensibilità dei cittadini ad usi "sostenibili" delle risorse idriche europee.
L'Iniziativa Acqua dell'EU è destinata soprattutto ad aiutare il continente africano a definire e a realizzare una migliore ed efficace gestione dei bacini idrografici del continente. Essa è stata accolta calorosamente dalla maggior parte degli Stati africani, malgrado certe critiche e reticenze - alcune delle quali giustificate - sulle modalità di finanziamento e la ristrettezza dei mezzi finanziari messi a disposizione dall'EU, o sulle condizioni di messa in attuazione dell'Iniziativa (certi paesi stimano che l'Iniziativa attribuisce un ruolo eccessivo e preponderante al settore privato).
Malgrado i due atti, la politica dell'acqua della Commissione suscita inquietudini e perplessità in tutti i paesi dell'Unione, in numerosi settori della società civile, per il fatto che la Commissione mostra di aver fatto sua, negli ultimi anni, una concezione ed una visione politica dell'acqua ispirata da logiche mercantilistiche e privatistiche.
La Commissione ha, in effetti, fatto suoi:
- il principio che l'acqua debba essere trattata principalmente come un bene economico, una merce che, come ogni altra merce, si può vendere e comprare e da cui si può e si deve trarre profitto. La mercificazione dell'acqua è un punto accettato dalla Commissione;
- il principio della liberalizzazione dei servizi dell’acqua. Rispettosa dei dettami relativi alla realizzazione del Mercato Unico interno, la Commissione ha favorito lo sviluppo della privatizzazione dei servizi dell’acqua nelle sue varie forme, privilegiando la privatizzazione secondo il modello PPP - Partenariato Pubblico Privato.
Essa ha così accompagnato ed assecondato il passaggio dalla gestione diretta dei servizi dell'acqua da parte dei poteri pubblici, via le imprese pubbliche municipali, alla gestione sia mista sia privata, contribuendo a smantellare - nel rispetto dei Trattati - i monopoli pubblici nazionali, regionali e locali, rimpiazzandoli con monopoli locali privati ed oligopoli privati nazionali ed europei;
- il principio della copertura da parte del consumatore, attraverso i prezzi di mercato, dei costi necessari ad assicurare il diritto di accesso all'acqua potabile per tutti, e ciò sulla base del principio del recupero del costo totale ivi compreso il ritorno sugli investimenti (quale che sia il regime pubblico o privato o misto della gestione). Si tratta di uno dei principi fondanti dell'economia capitalistica di mercato;
- il principio che l'accesso all'acqua potabile per le persone povere non fa parte dell'economia dell'acqua ma deve essere oggetto di una politica sociale ad hoc, mediante la creazione di un fondo "sociale" d'intervento in favore dei meno abbienti;
- il principio della quasi gratuità dell'acqua per usi irrigui e per usi industriali.
Inoltre la Commissione, secondo le domande trasmesse entro il 3O giugno 2002 agli altri membri dell'OMC (WTO) in vista dei negoziati GATS (Accordo generale sul commercio dei servizi) è all'avanguardia dei paesi che richiedono la liberalizzazione dei servizi d'acqua; e ciò su pressione dell'European Services Forum di cui fanno parte le grandi imprese private dell'acqua europee che sono le più potenti imprese mondiali del settore (Suez, Vivendi, RWE-Thames Water, Danone...)
È chiaro che la Commissione dell'Unione Europea sta applicando una politica che riduce l'acqua a merce (che è una forma di "mercificazione della vita"). Politica fondata sulla liberalizzazione, deregolamentazione e privatizzazione dei servizi dell'acqua, totalmente opposta all'idea di un necessario "servizio pubblico europeo" dell'acqua.
Se quanto sopra descritto è considerato dalla Commissione come una descrizione corretta della realtà (come mi sembra esserlo) sono disponibile ad un incontro per sottomettere delle proposte precise. Queste sono premature fintanto che non v'è consenso sull'analisi della situazione e dei problemi.
Aspetto una tua risposta al più presto perché questo è un problema urgente e scottante.
Alex Zanotelli

postato da wto2003 | 17:34 | commenti
 

Si allarga a macchia d’olio la mobilitazione nazionale del 13 settembre
Decine le adesioni e le iniziative in italia. Ecco l'elenco delle prime attività pervenute
Mentre a Cancun si manifesterà contro il WTO, negli stessi giorni, per opporsi alle direttive politiche ed economiche dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, saranno decine le manifestazioni in Italia. Chi volesse attivarsi lo comunichi all'indirizzo
posta@campagnawto.org
A Quarrata (Pt) Decima Marcia per la Giustizia da Agliana "I DIRITTI DEGLI ALTRI" con i protagonisti della società civile italiana e internazionale per fermare il Wto di Cancun. A Bologna verrà allestito un “Gatsopoli” in una piazza centrale per protestare contro la privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi pubblici. Info:
valentina.fulginiti@libero.it. A Catania ore 18.00 in piazza Duomo la campagna locale sta organizzando dei banchetti e dei pannelli per spiegare in maniera semplice cos'è il wto, gli accordi gats, le conseguenze a ilvello locale (privatizzazione) e le conseguenze peri paesi del sud del mondo. Info: sara.bilotta@iol.it; www.manitesesicilia.org A Fano presidio con volantinaggio dalle 17.30 alle 20.00. Per Info: Rete Lilliput Fano. A Ferrara Rete Lilliput e Forum permanente per la pace hanno indetto una manifestazione sabato 13 alle 16.30 presso l'Acquedotto di Ferrara, con uno striscione sorretto da palloncini “stop al Wto” e “no alla privatizzazione dell'acqua” A Genova zona piazza Matteotti dalle 18.00 alle 20.00 presidio ed iniziativa pubblica. Info: laura_test@tin.it A Genova-Pontedecimo da venerdì 12 a domenica 14 presso la Fiera della Tavola Bronzea presidio con materiale informativo e divulgativo. Info: statodiallucinazione@iol.it A Lecce dalle 17 volantinaggi ed iniziative di piazza. A Massa la Bottega del Mondo "Mondo Solidale" insieme al Comitato per la Difesa dei Beni Comuni organizza per il 13 settembre una pomeriggio ed una serata di informazione sul vertice Wto di Cancun e sulle alternative al modello di sviluppo proposto in quella sede. Dalle 18 alle 24 in Via Dante, nel pieno centro di Massa Info: 3284764612 (mondosolidale@lillinet.org) A Milano in piazza Mercanti ore 17.00 con iniziativa del Gan (Gruppo d’azione nonviolenta) sulla privatizzazione dell’acqua. Per info: robycuda@tin.it A Modica (Rg) materiale informativo e tazebao per tutta la settimana fino al 13 settembre alla Bottega Quetzal. Info: coopquetzal@tiscalinet.it A Napoli dal 12 al 14 settembre in occasione del Napoli Strit Festival dalle 17.00 alle 24.00 ci saranno tre "info point" dislocati: in Piazza Dante (una pedana), in Piazza del Gesù (palco), in Piazzetta Nilo (che interessa Piazza S. Domenico e i decumani). Per info: salvoau@tiscali.it A Novara “all'angolo delle ore” piazza tematica sul Wto con distribuzione di volantini e piccole performance teatrali. Info: mondopossibile@infinito.it A Oggiono (Lecco) sarà distribuito del materiale informativo in Piazza Manzoni, mentre il 18 settembre è previto un dibattito nella sala consiliare su “Acqua bene comune dell’Umanità. Per info: plstfnn@tiscali.it A Pavia iniziative di piazza e volantinaggi. Per info: sciarab@tin.it A Pescara i Teatri OFFesi saranno in strada con azioni teatrali disseminate, veloci, e ripetute nella giornata del 13. Per maggiori info:www.luoghicorporei.org e poi http://digilander.iol.it/teatrioffesi A Piacenza In piazza Duomo (o se piove presso il teatro S.Matteo) iniziative di piazza, animazioni e volantinaggi. Per info: rpescara@libero.it A Rapallo (Ge) nella locale Bottega del Mondo “Roba” presidio informativo con volantini e materiali. Per info: info@roba.coop A Sanremo nel pomeriggio presidio del Sanremo Social Forum. Per info: Bottega Sottosopra A Savona nella Bottega del Mondo presidio sul Wto per 10 giorni e gazebo informativo. Per contatti: bdmsv@tin.it A Trento il Laboratorio di Pace delle Valli di Non, di Sole, di Rumo, di Rabbi e di Pejo invita ad organizzare presidi presso le sorgenti e le fontane pubbliche per la difesa dei beni comuni. Per info: ales_man@tin.it A Treviso in piazzetta Aldo Moro presidio sul Wto e azioni ed iniziative sulla svendita dell’acqua. Per info: Rete Lilliput Treviso A Varese in piazza Carducci dalle 15.00 alle 19.00 presidio sul Wto

postato da cancun2003 | 16:43 | commenti (2)
 
Cosa ha intenzione di fare la delegazione italiana?
Un'Agenda di Sviluppo a favore dei paesi poveri dovrebbe escludere una volta per tutte dal tavolo del WTO la questione degli investimenti
"Che la Presidenza italiana dell'Unione Europea si svegli! Intervenga prima che l'Europa affondi a Cancun sotto le critiche del Sud del mondo. Il Commissario Lamy ha portato l'Unione Europea in un vicolo cieco chiedendo l'allargamento del WTO a nuove tematiche nonostante l'opposizione della maggioranza dei paesi membri. Una vera Agenda di Sviluppo a favore dei paesi poveri dovrebbe escludere una volta per tutte dal tavolo del WTO la questione degli investimenti." Questo il commento di Antonio Tricarico, esponente della Campagna "Questo mondo non è in vendita" alle notizie di disaccordo tra USA e UE sull'espansione del WTO.
Pascal Lamy, commissario europeo al commercio, è uscito scuro in volto dall'incontro di ieri con Robert Zoellick, negoziatore statunitense. Al contrario della U.E. gli Stati Uniti credono che le quattro tematiche vadano trattate separatamente e che i temi legati agli investimenti e alla concorrenza non rappresentino una priorità a Cancun. Uno dei punti nodali della ministeriale di Cancun sarà infatti l'espansione dell'agenda del WTO a 4 nuovi temi. Il principale dei quali - oltre alle regole sulla concorrenza, sugli appalti pubblici e la questione della facilitazione al commercio - è quello della liberalizzazione degli investimenti.
postato da wto2003 | 12:58 | commenti
 

Si inizieranno a violare subito le regole come a Doha?
Forse la dichiarazione finale approvata già durante il primo giorno di negoziati come successe in Qatar
Nella cerimonia di apertura di domani il Presidente messicano del vertice, Delbéz, potrebbe presentare ai paesi membri la bozza di testo della dichiarazione finale trasmesso dal presidente del consiglio generale e dal direttore generale del Wto soltanto sotto la loro personale responsabilità come il testo ufficiale per l’inizio dei negoziati, senza permettere un dibattito e richiedere l’esplicita approvazione di tutti i governi. Così come a Doha, le proposte presentate dai paesi in via di sviluppo per iscritto non sarebbero considerate affatto mettendo in grande svantaggio il sud del mondo. Sembrerebbe che per muovere i negoziati il Wto non ha altra possibilità che forzare le sue stesse regole, anche se questo potrebbe essere lo stesso non necessario.

postato da wto2003 | 12:13 | commenti
 

Chi gestirà la conferenza di Cancun?
Una possibile sorpresa si profila in merito alle nomine dei facilitatori dei negoziati di Cancun
Il presidente messicano della conferenza di Cancun, Luis Ernesto Delbéz, in un incontro con una delegazione di Ong messicane ha fatto presente che nella sessione di apertura nominerà il gruppo degli “Amici del Presidente” – “friends of chair” – che avranno il ruolo di facilitare e guidare i 5 gruppi di lavoro della conferenza su agricoltura, acceso al mercato per i prodotti agricoli, sviluppo, nuovi temi e questioni miscellanee. Soprendentemente i chairs dovrebbero essere in rappresentanza di America Latina, Caraibi, Asia, Africa ed Europa. Esclusi a sorpresa gli Stati Uniti. Un tale smacco nel giardino di casa degli Usa? Fanta-Wto a Cancun. In ogni caso gli amici del presidente sono sempre i più oscuri.

postato da wto2003 | 12:11 | commenti
 

Si negozia ancora sulla manifestazione contadina del 10 settembre a Cancun
L’Unorca, il gruppo messicano di Via Campesina, vuole esprimere ai delegati il suo no all’agricoltura nel WTO

Sono ancora in corso negoziati  tra Unione nazionale delle organizzazioni regionali contadine autonome, Unorca, che è parte di Via Campesina, e l’ufficio del Presidente Fox per permettere alla marcia dei contadini, che domani invaderà le strade di Cancun, di avvicinarsi al centro congressi al fine di portare ai negoziatori all’apertura della conferenza con forza il messaggio “agricoltura fuori del Wto”. Le richieste sono che una delegazione di contadini ed indigeni entri nel centro congressi. Forti sono le aspettative su quello che dirà proprio il presidente all’apertura sul ruolo dei movimenti sociali e delle Ong Cancun.

postato da wto2003 | 12:10 | commenti
 
Le promesse di Supachai, la verità dei messicani
Anche a Cancun molto probabilmente si continueranno ad usare le green rooms

Lo scorso agosto il direttore generale del Wto, Supachai Panitchpakdi, aveva fatto promesse in un incontro informale a Ginevra con diverse Ong internazionali riguardo al non utilizzo a Cancun del sistema poco democratico delle “green room” – incontri ristretti di pochi paesi che contano nel Wto senza consultare gli altri paesi membri . In pochi ci credono, dal momento che il governo messicano ha fatto presente alle stesse organizzazioni che invece gli incontri ristretti avverranno necessariamente, altrimenti nel WTO non si potrebbero prendere decisioni.
postato da wto2003 | 12:08 | commenti
 

Il sud chiede di parlare all’Italia
Visto il ruolo di presidente di turno dell’Ue i paesi del sud chiedono un incontro, l’Italia nicchia
Delegazioni africane e di paesi latino americani chiedono con insistenza incontri alla delegazione italiana, in qualità di presidente di turno dell’Ue. Con lentezza il governo italiano reagisce, forse preoccupato di disobbedire al generale Lamy. Sarebbe da chiedersi perché l’Italia non vuole giocare un ruolo vero di mediazione. Forse una partita troppo grande per il nostro governo?

postato da wto2003 | 12:06 | commenti
 

Fiesta americana per il business a Cancun
Le lobby americane vogliono copiare le Ong per essere più efficaci nel loro operato!

Le organizzazioni industriali sono sbarcate in forza a Cancun e questa volta cercano un maggiore coordinamento a livello internazionale, ricopiando le tecniche delle Ong e della società civile. Un rappresentante delle lobby industriali ha richiesto informalmente alle Ong europee di spostare il loro incontro di strategia perché l’industria è molto interessata alle informazioni sui negoziati della società civile. Come se l’industria fosse la benvenuta…

postato da wto2003 | 12:05 | commenti
 

La patata bollente dei prodotti industriali
I paesi in via di sviluppo preoccupati dell’attuale testo, voluto dagli USA, sui prodotti non industriali

Preoccupa molto la società civile ed i governi del sud del mondo anche il testo attuale presente nella bozza della dichiarazione finale di Cancun per quel che concerne l’accesso al mercato per i prodotti industriali (cosiddetti “non-agricoli” – con acronimo NAMA). Il testo riprende la posizione americana che chiede una riduzione aggressiva delle tariffe, addirittura fino a zero per sette settori industriali. “Questo vorrebbe dire la morte dell’industria in molti paesi in via di sviluppo”, crede Martin Khor, direttore di Third World Network, la più importate rete di advocacy del sud del mondo. L’attuale formula per la riduzione delle tariffe segue un approccio non-lineare non gradito ai paesi poveri. Ciononostante nel testo della dichiarazione non figurano parentesi sulla proposta, come se tutti fossero d’accordo. L’ennesima prova dei processi decisionali molto democratici del Wto.

postato da wto2003 | 12:04 | commenti
 

Non sembra la solita ministeriale del Wto
Pochissimi gli incontri informali prima dell’inizio del vertice: un segnale?
Aggirandosi intorno al centro congressi di Cancun, si ha la sensazione che questa ministeriale sia molto differente da quelle di Doha e Seattle. Le delegazioni sembrano abbastanza rilassate e non prese da frenetici incontri preparativi informali. Tutti si muovono lentamente, accettano inviti a conferenze e seminari, anche pubblici. E’ ben noto che a Cancun potrebbe esplodere in tutta la sua evidenza la crisi latente che ha interessato da mesi il Wto. Forse qualcuno pensa già al dopo Cancun, a come salvare la nave insabbiata nelle secche messicane. Troppo strano per trattarsi di Wto, dove la partita non si può dire mai chiusa.

postato da wto2003 | 12:03 | commenti
 

Un lunedì nero per Lamy
Al commissario europeo al commercio va male l’incontro con il suo omologo statunitense
All’uscita dell’incontro con il rappresentante americano, Robert Zoellick, il commissario europeo al commercio Pascal Lamy era parecchio scuro in volto. A quanto pare l’avvicinamento Ue-Usa in vista dell’inizio della conferenza rimane fermo soltanto alla questione agricola, non coprendo altre tematiche cruciali per sbloccare i negoziati Wto, quali accesso al mercato per i prodotti industriali (“non agricoli”) e i nuovi temi di Singapore, tra cui quello fondamentale degli investimenti. Gli  Stati Uniti prefigurano una discussione separata per ciascuno dei 4 temi (investimenti, concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione al commercio) possibilmente trovando un accordo solo sugli ultimi due, mentre l’Ue continua a dare alta priorità agli investimenti. Sarà solo tattica per poi dimostrare al sud del mondo che è in grado di rinunciare ad alcune delle sue richieste e quindi chiedere di più su tante altre questioni aperte a Cancun?

postato da wto2003 | 12:02 | commenti
 

Le speranze del Sud e i trucchi del Nord

Nelle parole di Martin Khor (Third World Netwok) come i Paesi in Via di Sviluppo cercano di difendersi dall’arroganza dell’UE e degli USA. La situazione post Doha

Dalla nascita del Wto alla vigilia della conferenza di Doha, nel 2001, molti PVS hanno iniziato a provare sulla loro pelle ed hanno quindi preso coscienza delle ingiustizie degli accordi del Wto, cercando di porvi rimedio. Il problema e’ che gli accordi erano ormai firmati, e non era possibile svincolarsene. Per questo a Doha uno dei punti centrali dei negoziati e’ stato quello dell’implementation: questo termine e’ in realta’ utilizzato per chiedere una riforma degli accordi originari. Se questi non sono modificabili senza che i paesi occidentali pretendano qualcosa in cambio, i PVS cercano almeno di fare in modo che l’applicazione di questi accordi vada nella direzione di limitare le ingiustizie che, per mancanza di esperienza, hanno dovuto subire al momento della partenza del Wto, quando UE e USA hanno imposto la loro agenda negoziale.

Nella dichiarazione finale di Doha i PVS sono riusciti ad ottenere un importante risultato: l’implementation non solo e’ stato considerato un argomento negoziale vero e proprio, ma e’ stata addirittura messa come prima negotiating issue, davanti all’agricoltura. Questo ha permesso tra l’altro di includere l’implementation nel “single undertaking”, ovvero questo accordo doveva essere raggiunto contemporaneamente a tutti gli altri.

La situazione a Cancun

Che fine ha fatto questo argomento negoziale nella bozza di dichiarazione di Cancun, che e’ stata messa a punto negli scorsi giorni? E’ quello che si domanda Martin Khor osservando che non solo non figura al primo punto della draft declaration bensi' tra gli ultimi, ma non viene proprio considerato come argomento negoziale a se stante: si parla di negoziato agricolo, di negoziati sui “Singapore Issues”, di negoziato su Trips e farmaci, ma semplicemente di Implementation. La “dimenticanza” di questa semplice parola, se confermata, porterebbe questo tema essenziale ad uscire dal single undertaking. Al colmo del cinismo, nella bozza di dichiarazione di Cancun e’ riportato che l’implementation dovrebbe essere discussa dopo la conclusione del round.

E’ su trucchi come questo che ormai si gioca la partita: l’UE e gli Usa hanno capito che ad esempio i PVS non accetteranno piu’ passivamente un accordo sugli investimenti senza protestare. Non e’ piu’ possibile ottenere il rapido e comlpeto azzeramento delle tariffe industriali (cosidetto accordo NAMA – Non Agricultural Market Access), dove i paesi occidentali sono piu’ forti, mantenendo contemporaneamente un protezionismo enorme in campo agricolo, dove sono piu’ deboli, semplicemente con trucchi e giochi di prestigio che portano a chiamare “non distorsivi” sussidi che fino a ieri lo erano, spostandoli da una scatola all’altra.

Oggi il gioco e’ molto piu’ raffinato, e di conseguenza deve essere molto maggiore sia il livello di attenzione della societa’ civile, sia le mobilitazioni per fronteggiare questa arroganza.

postato da cancun2003 | 11:04 | commenti