Inviato da Andreagan di 29 Gen 2005 - 02:28
Dopo il lancio nel 2000, la Campagna "Banche armate" ha ottenuto dei buoni successi con la rinuncia al sostegno alle operazioni legate al commercio delle armi da parte di Monte dei Paschi di Siena e della Cassa di Risparmio di Firenze e le promesse fatte da Banca Intesa e la riduzione ottenuta dal Gruppo Unicredit.
Lo scorso luglio 2004, in occasione dell'assemblea annuale dell'Associazione delle banche italiane (ABI), varie organizzazioni legate a Lilliput hanno inviato una lettera al direttore generale dell'ABI chiedendo di appoggiare ufficialmente le scelte annunciate Banca Intesa ed altri istituti bancari di non fornire finanziamenti al commercio delle armi e di invitare le altre banche italiane, oggi coinvolte nella vendita di armi ad intraprendere a loro volta un percorso di responsabilità e trasparenza . L'ABI ha risposto comunicando la disponibilità ad incontrare in sede privata alcuni rappresentanti dell'iniziativa.

A livello locale in varie città (tra cui Pavia, Reggio Emilia, Ladispoli, Firenze e Palermo) grazie al lavoro dei nodi locali della Rete di Lilliput si è riusciti a far adottare un regolamento etico nella scelta della tesoreria comunale. L'iniziativa chiede che nei bandi per le gare d'appalto per le tesorerie degli enti locali e pubblici non territoriali venga inserita una voce relativa al finanziamento del commercio di armi e propone di assegnare un punteggio negativo agli istituti di credito che forniscono i propri servizi al commercio delle armi, ed uno positivo a quelli che non sono implicati in alcun modo in attività di compravendita di armi. Tra gli strumenti che si possono trovare da scaricare dal
sito della Rete di Lilliput di Pavia
Per un aggiornamento sulla campagna e sui risultati ottenuti
vai all'articolo scritto da Giorgio Beretta
Per maggiori informazioni:
Campagna Tesorerie Disarmate
Andrea Trentini –
andrea.trentini@lillinet.org – tel. 0464 423206 – cell 338 3400211