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Il 16 febbraio 2005 è entrato in vigore il controverso protocollo di Kyoto, il primo passo per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale dei 'gas serra' responsabili del riscaldamento del clima.
Dopo aver aderito alla 1° giornata nazionale del risparmio energetico "M'illumino di meno" promossa da Caterpillar, continua il nostro impegno per attuare Kyoto, subito, in modo preventivo e unilaterale!
Il 16 febbraio è una data importante perchè gran parte delle nazioni del mondo hanno promesso di prendersi cura del futuro del pianeta e di chi lo abita. Gli esperti ci dicono che se anche tutti gli obiettivi che questo accordo si pone fossero raggiunti non avremmo attuato che il 10% di ciò che sarebbe necessario fare. Dunque, tutto questo discutere, dividersi intorno ad una misura ampiamente insufficiente e certamente irrilevante ma anche simbolica, evocativa e, soprattutto, necessaria per attivare un processo di reale cambiamento. La riduzione delle emissioni di CO2 ed i criteri per ripartire "equamente" gli obiettivi di riduzione tra i popoli e le nazioni della terra sono una prima e grande occasione, non solo per pre-occuparsi dei cambiamenti climatici, ma anche per mettere in discussione il tema dello sviluppo e della crescita, per fare i conti davvero con la "finitezza" del pianeta e delle sue risorse, per ripensare il concetto di benessere, per modificare gli stili di vita insostenibili sul piano sociale ed ambientale.
I governi che hanno sottoscritto gli obiettivi di riduzione delle emissioni del protocollo, anche i più diligenti, arrancano affannosamente e alcuni vedono crescere anzichè diminuire la loro produzione di CO2. In particolare l'Italia che avrebbe il compito di diminuire le emissioni al 2012 del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990 si ritrova oggi ad averle aumentate dal 1990 ad oggi di circa il 14% portando così di fatto l’obiettivo di riduzione complessivo al 20%!
Dobbiamo cominciare a ridurre le emissioni subito e rapidamente per arrivare ai livelli che gli scienziati suggeriscono. Con l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto il mondo intraprende il cammino verso la riduzione delle emissioni inquinanti e può cominciare finalmente a cambiare.
La questione energetica è uno dei temi su cui si gioca il futuro del globo terracqueo: l’attività umana richiede sempre maggiori quantità di energia. Noi crediamo che il problema possa essere allora ribaltato e affrontato da un’altra angolazione: se manca energia (e mancherà sempre di più in futuro), invece che produrne di più, possiamo consumarne di meno! In un’ottica decrescente conviene molto di più risparmiare sull’energia consumata, piuttosto che affannarsi a produrne di più in condizioni economiche, sociali e ambientali sempre più difficili. Per questo abbiamo aderito alla prima giornata nazionale dedicata al risparmio energetico e rilanciamo la campagna/azione nella nostra vita di tutti giorni, nelle nostre città, nelle nostre case e nei luoghi di lavoro. Per dimostrare che risparmiare è immediatamente possibile, è vantaggioso dal punto di vista ambientale, redditizio in termini economici e conveniente per la società.
La speranza è che, i trucchi appresi, i comportamenti consigliati, i risparmi certificati, possano convincere quante più persone possibili nel proseguire questi sforzi per un’inversione strategica di rotta, che possa giovare al sistema-paese, all’ambiente e a tutti gli abitanti del Pianeta Terra ma anche e soprattutto a coloro ai quali lasceremo in eredità il nostro pianeta.
La riduzione delle emissioni, usare in modo efficiente e risparmiare l’energia, è anche un’occasione per evitare i conflitti per il petrolio nonché occasione di crescita tecnologica e occupazionale.
Per questo, aderendo all’appello lanciato dal gruppo di lavoro tematico Nonviolenza “Per il 19 marzo … Nuove strade per costruire la Pace”, occorre riprendere un percorso di opposizione diffusa alle politiche di guerra e di violenza, che parta dalle nostre scelte quotidiane per arrivare ad individuare strumenti/azioni e forme di mobilitazione popolari più efficaci, capaci di ostacolare il funzionamento della macchina della guerra nei suoi diversi ingranaggi.
Abbiamo già ampiamente esercitato tutte le forme possibili di dissenso e di protesta (petizioni, marce, presidi, attività di lobbing, azioni simboliche...), senza essere ascoltati. La nonviolenza, secondo la visione di progressione gandhiana, ci dice che è decisivo e necessario passare dalle azioni di protesta e di espressione del dissenso personale (come l'esposizione delle bandiere della pace), ad azioni di non collaborazione attiva (come il boicottaggio dei prodotti petroliferi), ossia al 'sanzionamento' dal basso del sistema, passare a forme di disobbedienza e rifiuto più indignate e radicali e farle diventare pratiche collettive e diffuse.
Vogliamo quindi incidere in particolare, da un lato, per la costruzione reale di processi di economia di giustizia, che prevedano drastici mutamenti dei peggiori meccanismi economici e sociali attualmente vigenti, in quanto essa rappresenta la unica vera via di uscita dalla violenza “sistemica” sulle popolazioni, reali cause non remote delle guerre e dei terrorismi. E dall’altro, verso un profondo rispetto della natura, attribuendo priorità all’ambiente rispetto ad uno “sviluppo” basato solo sulla crescita illimitata, e con un progressivo rifiuto dell’attuale modello, moltiplicando le capacità di individuare percorsi di “sobrietà” e perseguendo mutazioni dei consumi personali e collettivi.
La nostra proposta comprende delle azioni che sono iniziate con la campagna “KyotopocomaKyoto”, sono proseguite con l’adesione alla prima giornata del risparmio energetico, e si rendano stabili nel tempo, riattivando continuamente iniziative nelle città, nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle parrocchie e nei centri sociali e in tutti i luoghi di aggregazione presenti nel territorio, per chiedere agire atti e azioni concrete, in modo preventivo e unilaterale, ed aprire “vertenze” capaci di rilanciare un progetto comune per la sostenibilità, la decrescita felice, la sobrietà e la pace.
C’è bisogno di tutti/e, c’è bisogno di pace, facciamo Kyoto, insieme, subito!
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Link utili sul risparmio energetico
Materiali di approfondimento sul risparmio energetico
Materiali di approfondimento sull'impronta ecologica
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